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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

giovedì 2 agosto 2012

Fiera di Genova: ennesimo disastro rosso

L'Aula rossa ha approvato la ricapitalizzazione, a spese nostre, dell'ente fieristico di piazzale Kennedy. Nel consiglio comunale si è visto un bel quadretto di famiglia. Da una parte, nella tribuna riservata al pubblico, c'era il segretario del Pd genovese Giovanni Lunardon. Dall'altra, mischiata con Doria e assessori, nelle poltrone del potere c'era la moglie e presidente della Fiera Sara Armella.
A non riuscire a votare a favore del «salvataggio» pubblico da 600mila euro, sono stati oltre che lega e pdl pure i tre consiglieri Idv della maggioranza, che si sono astenuti. L'aumento di capitale è destinato a sostenere il piano industriale di Fiera, che non ha soltanto il management, ma anche conti in rosso «da brivido» e rischiava quasi il fallimento. La fotografia della gestione della fiera degli ultimi anni è quella di una realta' in cui si è dissipato un patrimonio importantissimo per Genova. Fino al 2008, anno in cui vi è stata la presa in carico del padiglione blu, i bilanci dell'ente erano a posto. Dal 2008 in poi sono iniziati i problemi: la realizzazione del padiglione è costata più di 40 milioni invece che 30 e la struttura non completata a causa di problemi legali con l'azienda costruttrice, guarda un po' il caso, Coopsette, risultano costi all'anno 2 milioni, tra canone d'investimento e lavori di manutenzione. Jean Nouvel, architetto progettista del padiglione nome di grido nel settore che avrebbe dovuto portare più prestigio alla struttura, minaccia causa e diffida la Fiera dall'utilizzare il suo nome perché il progetto non è completato. L'aumento delle tariffe del Salone Nautico dovuto chiaramente alla necessità di fare cassa sta creando una pesante situazione, si prevede un crollo dei profitti del 45 per cento. La ricapitalizzazione da parte dei soci non è utile nemmeno a coprire i costi di un anno di gestione, insomma l'ennesimo disastro rosso nella Stalingrado d'Italia.

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