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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

lunedì 13 febbraio 2012

Tunnel spa, 5 milioni cacciati nel cesso

O meglio, 5 milioni di soldi pubblici infilati nelle tasche degli amici degli amici, rossi naturalmente. La società Tunnel di Genova spa, costituita nel 2001 dall'allora sindaco Beppe Pericu con il compito di realizzare il tunnel sottomarino. Un collegamento da Sampierdarena alla Foce che nell'intenzione degli amministratori, avrebbe dovuto sostituire la Sopraelevata. Dieci anni e quattro milioni e mezzo di euro, per rendersi conto dell'inutilità di un'opera che non ha mai visto nemmeno un progetto esecutivo. Dieci anni e quattro milioni e mezzo di euro
per ammettere l'«inoperatività» della Tunnel spa che ha accumulato perdite di oltre 66mila euro. Dieci anni e quattro milioni e mezzo di euro perche´ la giunta rossa arrivasse ad una decisione deliberata in gran fretta il 29 dicembre del 2011 e relazionata al consiglio comunale l'8 febbraio 2012 in cui si chiede sostanzialmente di approvare «la procedura straordinaria di liquidazione volontaria della società Tunnel di Genova spa».

E ora, come se lo sperpero di denaro pubblico non fosse stato sufficiente, si dovranno pagare pure la liquidazione al presidente della società, l'avvocato Giancarlo Bonifai, stipendiato con 39mila euro lordi annui e le spese del liquidatore.
Era il 2001 quando la giunta Pericu commissionò a una società britannica uno studio per chiedere se fosse meglio costruire un ponte o un tunnel sottomarino in sostituzione della Sopraelevata. «Gli ingegneri inglesi - ricorda il piediellino Gianni Bernabò Brea -, pagati profumatamente con una cifra che non è nemmeno compresa in quei 4 milioni e mezzo, dissero che il tunnel non avrebbe risolto i problemi del traffico e che ci sarebbe stato bisogno di un'opera subcollinare». In sostanza, il collegamento non rappresentava alcuna nuova viabilità, n´ un'alternativa valida e risolutiva. L'allora assessore della giunta Pericu Bonifai si dimise per diventare il presidente della Tunnel Spa che venne costituita nel 2002 con un capitale iniziale di 510mila euro, ripartiti tra Comune di Genova (170mila), Cassa Depositi e Prestiti (170mila) e Autorità portuale (170mila), tutti e tre a partecipazione paritaria. Ed ecco che arriviamo ai soldi pubblici: nel 2001 la Cassa Depositi e Prestiti assegnò al Comune di Genova 4.441.529 milioni di euro a fondo perduto, soldi che l'amministrazione introitò a novembre del 2001. Gli anni passano e dopo il progetto preliminare del 2003 trasmesso al Cipe (costo del progetto 3.389.516 milioni di euro), nel 2008 l'autorità portuale presenta una relazione sull'aggiornamento del costo dell'opera che parla di 490 milioni di euro. Lo Stato inizia a non credere più nella fattibilità del tunnel e nel 2010 Cassa Depositi e Prestiti decide di cedere a titolo gratuito le proprie quote all Tunnel Spa, di cui rimangono soci il Comune e l'Autorità portuale.
Al 31 dicembre del 2010 - si legge nelle «Linee di indirizzo per la messa in liquidazione della società Tunnel» di Tursi -, le perdite della Spa superano i 66mila euro. Non solo, l'Autorità portuale è intenzionata a cedere la propria quota e lo Stato finanzierebbe soltanto il 25% del valore dell'opera. Quindi, meglio chiudere i battenti e liquidare tutto. Però, però guai a pensare che il progetto sia inutile. «L'amministrazione lo ritiene tuttora valido e meritevole di considerazione e valorizzazione da parte di tutte le istituzioni», ribadisce il Comune.
«Dovrebbero venire a chiedere scusa - sbotta Stefano Balleari -. Hanno buttato via i nostri soldi. Cinque milioni dei contribuenti. È una società che è servita soltanto a dare mancette e avere qualche consenso». Ai tre milioni e mezzo del progetto, fa i conti il capogruppo del Pdl Matteo Campora, «vanno aggiunti i 500mila euro circa di stipendi che in dieci anni sono stati pagati al presidente della società, i costi della consulenza e quelli della liquidazione».
Il Pdl è pronto a chiedere che la delibera di giunta venga mandata alla Corte dei Conti per valutare eventuali responsabilità contabili.
Forza Italia e An allora, nel 2001 battagliarono contro la costituzione della Tunnel spa e contro il progetto, «ma gli atti formali del consiglio comunale furono soltanto due - ricorda Costa -. Tutto il resto sono stati di giunta. In consiglio chiedevamo chiarimenti e lo scioglimento della società. Ma tutti, giunta Pericu e Vincenzi l'hanno sempre ritenuta un'opera fattibile». A spese dei contribuenti.

1 commento:

  1. E inutile, nonostante tutto i genovesi continuano a votare questa massa di ladri e incompetenti, aveva proprio ragione il Berlusca quando defini' chi votava a sinistra ...glione, ma i genovesi sono super....glioni!

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