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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

mercoledì 8 febbraio 2012

La Vincenzi giustifica i massacri delle foibe

Le foibe vanno ricordate solo nel contesto del fascismo. Questo l'abominevole pensiero della nostra "democratica" sindaca. Per capire la gravità delle parole di Marta Vincenzi è sufficiente sostituire il termine «foibe» con «shoah». La sua frase suonerebbe esattamente così: «La shoah va ricordata nel contesto delle guerre e della depressione economica voluta dalle elites finanziare sioniste».
E ancora: «Il silenzio sulla shoah non è stato dovuto alla scelta di una parte sola, ma esito della real politik post dopoguerra ». Cosa sarebbe accaduto se un sindaco avesse detto che lo sterminio degli ebrei va contestualizzato? O che finora non se n’è parlato troppo perché tutti - non una parte ma tutti hanno ritenuto che la ragion di stato dovesse prevalere?
Ma Marta Vincenzi ha parlato delle foibe, cioè dello sterminio di innocenti italiani ad opera dei compagni comunisti di Tito. E allora va tutto bene. Si può anche dire che se in fondo istriani, giuliani e dalmati sono stati trucidati, c’è da tener presenti le ragioni degli assassini, perché vittime del fascismo. La voglia di riscrivere la storia è senza pudore, visto che la stessa sindaco spiega in consiglio comunale che «il governo italiano per troppo tempo mise sotto silenzio la tragedia delle foibe, così come i crimini dell’esercito fascista».
Intanto, semmai la colpa è sempre del «governo». Impersonale, lontano, qualunquista. Come se Marta Vincenzi e i suoi compagni predecessori si fossero invece sempre battuti per denunciare al mondo la barbarie titina. E poi la vergogna delle foibe sarebbe stata tenuta nascosta «così come i crimini dell’esercito fascista»? Ma dove ha vissuto Marta Vincenzi finora? Dove è riuscita a rifugiarsi per non sentire mai denunciare gli orrori del nazi-fascismo, visto che il martellamento mediatico sull'olocausto e' qualcosa di straordinario soprattutto se paragonato all'attenzione dedicata agli altri olocausti a partire da quello degli armeni. Persino nell’ultima frase in cui prova a superare gli steccati ideologici («Una causa è tanto più giusta quando riconosce che l’errore può arrivare anche dalle proprie file, il Comune di Genova non dimentica e si inchina alle vittime delle foibe e ai loro familiari»), Marta Vincenzi non riesce proprio a pronunciare parole di sdegno per la crudeltà umana dei carnefici comunisti. D'altra parte non si puo' pretendere troppo da chi orgogliosamente ricorda come e' cresciuta con una foto di Stalin appesa in bella vista nella sua cameretta.

3 commenti:

  1. Parole non degne di un sindaco che invece deve condannare senza se e senza ma i carnefici responsabili di questa immane strage.

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  2. Questa ducetta in gonnella ha veramente passato ogni limite della decenza umana, che sparica x sempre dalla faccia della terra!

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  3. spaventoso, fermate questa gentaglia. Ma come si fa a giustificare le foibe...

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