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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

giovedì 1 settembre 2011

Film su il G8: la Kultura con i soldi pubblici

Mentre tutti, in questi tempi di crisi sono costretti a tirare la cnghia, c'e' qualcuno che si vede regalare dallo Stato quasi centomila euro. Il film "Diaz" sui fatti del 2001 prodotto da Domenico Procacci con la sua Fandango è stato finanziato con i fondi Bls della Film Commission Altoatesina. I fondi sono stati assegnati e stanziati
su segnalazione di una commissione di esperti (!!?!). Alla pellicola «Diaz» vanno 97mila euro. La macchina della Kultura democratica funziona perfettamente, oliata dalle palanche di tutti, finalizzata a inculcare nella societa' la loro verita', in seguito non mancheranno le proiezioni ripetute ed esaltate nelle scuole cittadine, come spesso avviene per gli altri capolavori democratici di Moretti e compagni.
I cortei del Decennale sono finiti appena un mese fa, città blindata, traffico deviato, ritardi, disagi, preoccupazioni, gente chiusa in casa o emigrata forzatamente per il terrore di rivivere la paura di quei giorni orribili. Ecco che in questi giorni la città e' costretta subire altri disagi tra stop al traffico e chiusure di vie per permettere le riprese. 
Questa volta però al posto dei no global, ci saranno gli attori della nuova pellicola, protagonisti Elio Germano e Claudio Santamaria, firmata da Daniele Vicari  che dopo l’inizio delle riprese nella capitale rumena, Bucarest, ora si sposta nella città tristemente famosa per quelle sciagurate giornate di dieci anni fa.
E fin qui i disagi per la circolazione per i cittadini. Ma è il segretario generale provinciale del Coisp, Matteo Bianchi a porre un altro tipo di questione. «La polizia di Stato di Genova deve garantire una vigilanza ai mezzi, con i colori d’istituto della polizia di Stato che vengono impiegati per le riprese del film. Ma se i veicoli non sono proprietà dello Stato, perché le forze dell’ordine debbono effettuare una vigilanza agli stessi anziché magari garantire la sicurezza ai cittadini?». Grazie compagni!

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