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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

lunedì 8 agosto 2011

Il biglietto da visita di Genova citta' d'arte

In pieno centro storico, a due passi da via Balbi e dal Porto Antico, dove un’intera porzione di via delle Fontane e' occupata dai centri sociali. Dieci vetrine in tutto da Piazza della Nunziata a via Gramsci in cui viene concesso a questi simpatici giovanotti di svolgere le loro simpatiche attivita' culturali tra cui la pittura. Infatti tutto un lato della stradae' tappezzato da scritte e murales che descrivono
perfettamente l'idea di citta' della cultura che i nostri amministratori hanno in testa. Quindi non solo il cittadino onesto che paga le tasse deve subire l'umiliazione di vedere tale e tanta proprieta' pubblica regalata a gruppi di estremisti, ma deve anche assistere allo scempio di palazzi di grande valore artistico e culturale rovinati e deturpati. Lungo la stessa strada dove all’indomani dell’attentato del 17 settembre 2009 a Kabul nel quale persero la vita sei militari, era comparsa quella scritta terribile «- 6». Ora sui muri dei palazzi, da poco meno di un mese i no global hanno disegnato un gigantesco murales che copre quasi la metà delle vetrine. «Volks Writez» hanno vergato. E poco prima, una grande parete rossa con lo slogan: «Ognuno deve fare qualcosa per fare in modo che alcuni di noi non siano costretti a dare tutto. A Carlo». Giuliani, sottinteso. Poi in successione, i loro locali con le insegne di «Indymedia», «Hampy Dumpty» e «Aut Aut 357». Come se davvero la strada fosse di loro proprietà. Per realizzare dei murales di quelle dimensioni non ci vogliono pochi minuti, ma ore. In una zona cosi' centrale, cosi' di passaggio  come è possibile che non siano stati notati e fermati, forse chi, nella Zena rossa tollera e approva questi personaggi, ha fatto chiudere un occhio alle pattuglie che passavano mentre era in atto la devastazione di una via.

2 commenti:

  1. Fossi il fratello di uno di quei 6 soldati morti in afghanistan, andrei a spezzare le dita di quei parassiti di via delle Fontane che infestano la citta' con l'appoggio delle ignobili istituzioni comunali. Sicuramente, fra questi galantuomini c'e' quello che ha fatto quell'ignobile scritta.

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  2. A proposito dell'ultimo regalo della Marta ai centri sociali e cioe' il mercato del pesce pulito e ristrutturato a spese del comune ecco cosa dice il sito dei compagni, Indymedia: «finalmente a Genova c'e' un piano di valorizzazione dei centri sociali, che vengono ora concepiti dalle istituzioni come una risorsa utile alla comunità».
    Complimenti Sindaca!

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