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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

venerdì 5 agosto 2011

Ecco dov'e' finita la rambletta della sindachetta

In principio era «la rambla». De «noiätri», naturalmente. Niente a che fare con quella vera, di Barcellona: tanto ampia e lunga, elegante e «casual», piena di vita e di colore era (ed è) questa in terra di Catalogna, quanto secca e corta, disadorna e casuale, deserta e silenziosa era (e non è più) quella di Genova, messa su in un amen nei giorni di Euroflora in via Venti,
eppur lanciata dall’amministrazione comunale come stella nel firmamento. Stella effimera, comunque, fin dall’inizio, tanto da essere declassata a «rambletta», con quegli alberelli rinsecchiti che emergevano di pochi centimetri da vasi sproporzionati alla bisogna. Dieci giorni di esibizione, si fa per dire, e si è passati dalla proposta di mantenere la scenografia, si fa sempre per dire, in eterno, alla decisione di fare dietro front e cancellare la pensata.E ora si viene a sapere che i vasi e le costosissime piante della rambletta, i cui costi sono ancora ignoti, sono finiti nel deposito comunale dietro all’Albergo dei poveri, abbandonati al loro destino come noi cittadini e la nostra città in mano a una classe politica boriosa e incompetente.Fine ingloriosa, per una iniziativa che doveva servire, nelle intenzioni, a «qualificare la città in senso turistico». E invece ecco, sotto gli occhi di tutti, l’ennesimo spreco del Comune in questi tempi di crisi.Sulle spalle dei cittadini.
Altro che rambla! L’avessero vista mai davvero, la nostra sindaca Marta Vincenzi e i nostri amministratori, la rambla di Barcellona! Forse non avrebbero insistito a realizzare opere effimere e temporanee come questa, piuttosto che pensare a restaurare il verde pubblico e i parchi storici genovesi, quelli sì realizzati per dare lustro e abbellire la città per i secoli a venire.

1 commento:

  1. Beh, con la scusa di trovare una sistemazione a vasi e piante, la sindaca potrebbe autorizzare la costruzione del sesto (su 6 iper presenti in Liguria) IPERCOOP, magari nel centro storico. Complimenti compagna Marta.

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