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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

lunedì 4 luglio 2011

Liberi di fare quello che vogliono

Il centro sociale imbratta la città e minaccia i cittadini con tanto di autorizzazione delle autorità di pubblica sicurezza. La questura sa, i carabinieri e i vigili vengono avvertiti, i vandali continuano a fare cioè che vogliono. Compreso interrompere la viabilità con transenne e fare irruzione in un caseggiato perché i residenti sono troppo «curiosi» e li osservano infastiditi.
 Capita che in piazzetta Firpo, pochi passi dalla stazione Brignole e dallo stadio di Marassi, lungo il Bisagno, in pieno centro, verso le due di pomeriggio di domenica scorsa, un nutrito gruppo di giovani dei centri sociali prenda possesso della piazzetta che separa via Canevari da via Moresco, giusto al termine del lungo palazzone della centrale Enel. Con transenne da cantiere sbarrano la strada, poi iniziano a ricoprire di scritte e di disegni proprio la storica struttura dell’ente per l’energia. Gli slogan, ovviamente, sono quelli a favore dei gruppi antagonisti, dell’estrema sinistra, dell’anarchia. Compare anche un murales in onore di carlo Giuliani «assassinato dallo Stato» e per altri compagni morti durante scontri di piazza. I cittadini chiamano in comune e in questura, ma scoprono che va tutto bene, ci sono le autorizzazzioni. Qualcuno avrebbe anche potuto dare preventiva comunicazione ai residenti di non lasciare le auto parcheggiate per evitare che le stesse venissero imbrattate dalla vernice usata. Niente.
Quello che resta della manifestazione è sotto gli occhi dei residenti. Scritte, graffiti, macchie di vernice ovunque. Ma le autorità non hanno «autorizzato» solo tutto questo. Perché alcuni dei partecipanti al regolarissimo incontro, verso sera, forse infastiditi dalla presenza seccata dei residenti, «si sono introdotti nel condominio di piazzetta Firpo 1, racconta un cittadino genovese - Hanno urlato a squarciagola e picchiato su diverse porte di casa accanendosi in particolare modo sulla mia, cercando di sfondarla a spallate, suonando ininterrottamente il campanello e il citofono e “intonando” nei miei confronti cori non proprio “amichevoli”. Ho contattato immediatamente le forze dell’ordine, ma non ho constatato la loro presenza sotto il mio portone, né mi è stato in nessun modo richiesto alcun tipo di riscontro in merito all’aggressione alla mia proprietà e al condominio».
Dalla Sindaca e daai suoi compari si vorrebbero avere spiegazioni su quel che accade a Genova, sempre più città regalata ai contestatori e ai vandali che sono persino «autorizzati» nelle loro iniziative.

1 commento:

  1. ma incece di chiamare la polizia prendevi un bel mattarello e lo sfracassavi in testa a quello che urlai vedi come correvano a soccorrerlo.....

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