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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

mercoledì 16 marzo 2011

Acquasola: disastro senza fine

Ieri ennesima puntata della telenovela dell’Acquasola, il tribunale di Genova ha disposto il sequestro del parcheggio, al centro da anni di una querelle fra fazioni della sinistra cittadina. La realizzazione spacca la maggioranza: il sindaco favorevole a pagare la penale pur di non farlo, e il suo partito invece orientato
a una transazione con i costruttori pur di non sborsare una somma, oltre 4 milioni di euro, che asciugherebbe le casse del Comune. Attualmente il parco consta ancora degli alberi secolari, degli arredi ottocenteschi e dei punti di accesso per l’area sottostante; il tutto però è stato trascurato da circa vent’anni, cioè da quando questo luogo fu scelto dalla giunta di centrosinistra guidata dal Sindaco Campart per costruirvi un parcheggio interrato. Il progetto originario prevedeva la costruzione di cinque autosilos nel centro cittadino. All’epoca si aggiudicò l’appalto un consorzio che ha poi formato l’attuale Sistema Parcheggi S.r.l. È già stato accertato dalla magistratura che l’appalto fu ottenuto tramite tangenti, pagate all’assessore Bagnara. La realizzazione della maggior parte dei parcheggi previsti fu cancellata, e nel 2002 il sindaco Pericu rinegoziò l’accordo autorizzando la costruzione dell’autosilos dell’Acquasola con l’apporto finanziario della regione; nel 2004 vi fu il definitivo via libera del consiglio comunale, ed iniziò a costituirsi il Comitato cittadino per la difesa dell’area. Il Comitato cittadino ha vinto una battaglia nel 2008, quando il Tar ha bloccato i lavori del parcheggio, in seguito a ricorso presentato dai legali del Comitato con l’aiuto di altre associazioni come Italia Nostra e WWF; ma il 19 giugno 2009 il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione dando ragione ai costruttori, e il 24 luglio 2009 il Tar ha respinto la richiesta di sospensione dei lavori presentata dal Comitato, dando così il via definitivo ai lavori, iniziati con l’autorizzazione del Comune il 16 luglio scorso, per non far scadere il finanziamento pubblico di due milioni e settecentomila euro stanziato dalla Regione. La Vincenzi sin dall’inizio del suo mandato ha dichiarato di essere contraria al parcheggio, in concreto, però non ha fatto nulla per la tutela del parco, per esempio imponendo vincoli ambientali ed archeologici sull’area con l’aiuto delle varie Soprintendenze ha semplicemente dichiarato di rimettersi alle decisioni della magistratura amministrativa, e una volta uscite le sentenze, ha deciso di non opporsi. Uno dei motivi addotti, è la penale che il Comune dovrebbe pagare se non venisse concesso il lavoro alla Sistema parcheggi, ma le proposte di trovare un’area alternativa per il parcheggio, magari in zone più decentrate, non sono mai state vagliate con attenzione. Intanto sono ormai anni che, grazie all'incapacita' dei nostri cari amministratori rossi, quello che una volta era un vanto della Superba, un polmone verde nel centro cittadino, oggi e' una latrina a cielo aperto in completo stato di abbandono. Questa vicenda e' esemplare di come sia gestita la cosa pubblica dalla cupola rossa che governa Genova da sessant'anni.

1 commento:

  1. L'Associazione Comitato Acquasola ha assistito sgomenta all'ennesima "scena scarsa" che il consiglio comunale di Genova ha imposto alla città che dovrebbe amministrare: la pilatesca posizione assunta denota l'assoluta mancanza di requisiti ed "attributi" indispensabili per avere la presunzione di essere bravi amministratori. Questa lavata di mani ha impedito alla maggioranza che sostiene il sindaco Vincenzi di mandare un segnale di discontinuità rispetto alle speculazioni edilizie subite dalla nostra città devastata nei decenni scorsi da cementificatori senza scrupolo, impedendo, di fatto, l'attuazione del programma pre-elettorale che auspicava una città senza auto nel centro. Se la soluzione alternativa auspicata porta comunque alla realizzazione del silos anche con un minore sacrificio di alberi, non limita di fatto questo ulteriore scempio che prevede la devastazione di una parco storico, un bene comune che appartiene a tutti i genovesi (vivi,
    defunti
    e da nascere) e la realizzazione di un parcheggio nel cuore della città con conseguenze devastanti per il traffico e per la qualità dell'aria. Falso è l'alibi dei quattro milioni di penale da pagare: la stima relativa al danno emergente non è dimostrata e dimostrabile in quanto ancora una volta, la Sistema Parcheggi si è rifiutata di mettere a disposizione il dettaglio delle spese sostenute, per accertare l'effettivo danno che andrebbero a subire.
    Associazione Comitato Acquasola
    "Parco non parcheggio"

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