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    Cronache da Genova, la Stalingrado d'Italia

giovedì 10 marzo 2011

Universita' rossa: sede ANPI a Lettere

«Compagni, con l'apertura di questa sezione vogliamo risvegliare le coscienze, partendo dalla cultura del nostro paese per riaffermare i valori della Resistenza come riscatto contro l'assolutismo che oggi si sta affermando in Italia». Toni forti ma che diventano quanto mai surreali
se si considera che non sono stati pronunciati in un'adunata partigiana nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, ma bensì ieri pomeriggio da Raimondo Ricci nell'aula Magna della Facoltà di Lettere, in via Balbi 2. La notizia non sta tanto nel fatto che Ricci, simbolo vivente della Resistenza italiana nonché presidente nazionale dell'Anpi, si sia lanciato in un parallelo fascismo - berlusconismo ma sta piuttosto nel contesto dal quale è stata estrapolata questa affermazione. Ovvero l'inaugurazione di una sezione dell'Anpi, intitolata «24 maggio 1974» in ricordo delle vittime della strage di piazza Della Loggia a Brescia, nell'Università di Genova. La domanda è inevitabile: perché una sezione dell'Anpi nell'Università di Genova? Una risposta logica non si può trovare, a meno che non si creda ad una imminente «marcia su Roma» o cose del genere. Uscendo per un attimo dalle questioni ideologiche e politiche, entra in gioco anche un altro fattore non sottovalutabile, ovvero il fatto che l'Università di Genova non disponga di tutti questi spazi per potersi permettere la concessione di locali ora all'Anpi, in passato a centri sociali (in via delle Fontane). La realtà dell'Ateneo genovese infatti parla di studenti di Giurisprudenza costretti a fare lezione all'interno di sale cinematografiche e aule dell'Albergo dei Poveri che perdono pezzi di intonaco dal soffitto, senza considerare i più classici esempi di aule sovraffollate con ragazzi costretti a seguire le lezioni seduti per terra o di biblioteche dove è impossibile trovare posto se non ci si presenta entro le 8 del mattino, restando sempre in attesa della nuova Biblioteca Universitaria nell'ex Hotel Columbia di Principe, la cui data di apertura riesce a dilatarsi nel tempo come se si trattasse di una fermata della metropolitana.
Il locale preposto ad ospitare il «24 maggio 1974» non è stato ancora individuato (attualmente gli scritti si ritrovano presso la sezione provinciale dell'Anpi in corso Aurelio Saffi) ma riguardando la Facoltà di Lettere, verrà probabilmente individuato tra i locali di via Balbi e quelli di via delle Fontane.
L'apertura di una sezione dell'Anpi all'interno dell'Università di Genova, PRIMO E UNICO CASO IN ITALIA, però, fa discutere soprattutto per il valore ideologico che comporta. Premesso che la costruzione di un futuro migliore passa per forza da una approfondita conoscenza della storia tutta, non solo quella comoda; il fine della sezione Anpi risulta essere quanto mai lontano da un laboratorio di ricerca storica, e viceversa, terribilmente vicino ad un indottrinamento forzato a vedere la storia sotto un unico punto di vista «giusto» che è qualcosa di assolutamente inconcepibile per un Ateneo di tutto rispetto come quello genovese. 

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